| I ladini verso il voto |
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| metù ite da Alto Adige | |||||||
| 28-09-2008 | |||||||
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Alto Adige, 28.09.2008 - I LADINI VERSO IL VOTO BOLZANO «Un secondo rappresentante per più tutela alle 2 vallate»Intensa, anche in Badia e Gardena, la campagna elettorale con l’obiettivo di raggiungere il secondo consigliere provinciale ladino che potrebbe affiancarsi all’assessore uscente Florian Mussner la cui conferma, per la Svp, pare scontata vista anche la posizione (numero 2) in lista. Iniziamo oggi - con Ulrike Goller e Pepi Dejaco della lista «Ladins Dolomites» - una serie di interviste con i candidati. Perchè questa prima lista ladina unita? Goller: «Noi Ladins avremo partecipato comunque alle elezioni. Ma l’intesa raggiunta, dopo lunghi chiarimenti, è indubbiamente un vantaggio in più per raggiungere l’obiettivo di un secondo rappresentante ladino». Dejaco: «L’unione fa sempre la forza ed i numeri sono dalla parte dei ladini». Oiettivo realistico il secondo consigliere? Goller: «Sono convinta di sì. Non è democratico un solo candidato ladino». Dejaco: «Ripeto: i numeri sono dalla parte dei ladini che finora sono stati sottorappresentati». Una lista, la vostra, che dice di essere aperta... Goller: «È un segnale di apertura, soprattutto in prospettiva. L’avere unito le nostre idee lo ritengo forse non è stato un matrimonio d’amore ma l’obiettivo è importante: maggiore rappresentanza dei ladini». Dejaco: «È una lista di raccolta che si colloca a centro destra, aperta a tutte le idee ovviamente con l’obiettivo prioritario, lo ripeto, di rappresentare tutti i ladini di Gardena e Badia». Ma i ladini sembrano essere tutt’altro che uniti... Goller: «La nostra lista può, anzi: deve essere un mezzo per unirli». Dejaco: «Le divergenze fra le due vallate sono dovute dalle differenze sociali e culturali oltre che dalle scelte anche politiche che sono state fatte finora soprattutto a livello provinciale». A proposito di sociale: obiettivi? Goller: «Il nostro obiettivo principale deve essere la famiglia: meno asili niido, per esempio, e più attenzione e quindi impegni concreti a favore delle mamme che devono stare con i loro figli almeno fino a quanto hanno tre anni. Ritengo che serva anche maggiore attenzione a favore del terziario». Dejaco: «Il nostro impegno è per un’economia forte che sia garanzia per un ulteriore sviluppo. Le varie categorie devono collaborare più assiduamente per rafforzare il legame esistente e aiutare, per esempio, i contadini di montagna che hanno un ruolo importante anche nel contesto del settore turistico». Nel vostro programma un ruolo prioritario viene assegnato alla cultura... Goller: «Stiamo assistendo, purtroppo, a situazioni deplorevoli: negli istituti scolastici, per esempio, vengono usate le lingue italiana, tedesca ed inglese e sempre più spesso viene ignorata la lingua ladina. Vi sono precise responsabilità per queste situazioni che devono essere eliminate». Dejaco: «Vi sono pesanti considerzioni da fare sulle non decisioni prese dalla Svp: la mancata ristruturazione della Casa dei ladini di Ortisei, il mancato riconoscimento dell’Union Generela, la mancata applicazione della lingua ladina unificata, il mancato riconoscimento del trilinguismo per chi, ladino, abita lontano dalle valli Gardena e Badia, la mancata proporzionale agli alti livelli occupazionali. Gli esempi sono tanti altri: dobbiamo impegno che queste situazioni si possano ripetere». Ladini quindi discriminati? Goller: «Un secondo rappresentante ladino in consiglio provinciale sarebbe anche la conferma, da parte nostra, che non siamo chiusi nelle nostre valli ma che possiamo impegnarci anche a favore del resto della popolazione altoatesina». Dejaco: «Vogliamo avere gli stessi diritti dei gruppi italiano e tedesco e questo anche negli incarichi professionali ad alto livello». Un problema che accumuna le due vallate ladine è quello del traffico. Qualche proposta? Goller: «Ritengo che la popolazione debba essere il più informata possibile su eventuali nuovi progetti o soluzioni per cercare di contenere il traffico nel cuore delle Dolomiti. Bene sentire prima gli esperti, ma poi sono gli abitanti a dover sapere, per primi, cosa si intende fare». Dejaco: «Il problema c’è ed è anche molto sentito. Ma ogni provvedimento, eventuale, deve essere a lungo ponderato. Credo che sia il momento di affrontare congiuntamente il problema traffico in modo da sviluppare un concetto globale».
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